Emergenza Coronavirus: tutele per i Lavoratori Somministrati

17 Aprile 2020

Gli italiani oggi assunti con contratti di lavoro somministrato (ex interinali) sono circa 400.000, di cui 88.000 a tempo indeterminato.

L’emergenza Covid-19 ha colpito anche questi lavoratori e le parti sociali sono riuscite con immediatezza a mettere in campo strumenti di tutela, attraverso l’utilizzo del Fondo di Solidarietà istituito presso il FormaTemp.

Come sottolinea Enzo Mattina, componente nel Consiglio di Amministrazione di Quanta S.p.A. e Vice presidente di Assolavoro: “Il sistema di garanzie e tutele per i lavoratori somministrati si basa su tre solidi pilastri. In primis, le Agenzie per il Lavoro, che sono soggetti privati abilitati dal Ministero del Lavoro e che devono possedere delle caratteristiche specifiche definite dalle legge, assumono lavoratori e in ragione di contratti commerciali li inviano in missione presso le aziende Clienti.
Poi il Formatemp, che è il fondo bilaterale destinato ad erogare formazione ai lavoratori somministrati: si tratta di formazione con precisi obblighi di placement e strettamente collegata a reali occasioni di lavoro.
Infine il Fondo bilaterale Ebitemp, strumento attraverso il quale il comparto ha creato per i lavoratori somministrati una sorta di mini welfare. I lavoratori tramite il Fondo possono infatti avvalersi di prestazioni integrative, che vanno dal sostegno al reddito alla tutela sanitaria, dal contributo per gli asili nido e il sostegno alla maternità ai piccoli prestiti”.

Gli ammortizzatori di settore previsti consistono in trattamenti di integrazione salariale (TIS) le cui procedure sono legate ai comportamenti adottati dalle aziende utilizzatrici presso la quali i lavoratori somministrati operano: la prestazione viene riconosciuta dal Fondo di Solidarietà nella misura dell’80% dell’ultima retribuzione percepita dal lavoratore.

E’ previsto il “TIS con procedura semplificata” per la generalità dei lavoratori somministrati (tempo determinato, indeterminato e apprendisti), che operano presso aziende utilizzatrici che hanno attivato un qualsiasi ammortizzatore sociale messo a disposizione in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Il “TIS in deroga” è invece rivolto alla generalità dei lavoratori somministrati (tempi determinati, indeterminati, apprendisti), che operano presso aziende utilizzatrici che non hanno attivato un ammortizzatore sociale pubblico in conseguenza dell’emergenza Covid-19 ma che, comunque, hanno sospeso l’attività lavorativa a seguito dei vari D.P.C.M..
Infine, è bene ricordare che anche i lavoratori somministrati sono inseriti in progetti di smart working e per quelli che ancora lavorano presso i siti delle aziende sono previste garanzie e protocolli di sicurezza al pari dei lavoratori assunti direttamente.

L’augurio è che l’emergenza finisca presto, anche grazie al prezioso contributo dei lavoratori somministrati. Andremo incontro a una fase di forti cambiamenti nell’organizzazione del lavoro, ma l’istituto della somministrazione è già dotato di un potente sistema di flexsecurity.

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