Legge di Bilancio 2021: deroghe, incentivi e decontribuzione

13 Gennaio 2021

di Alfredo Greco, Division Manager Quanta Tech

La Legge di Bilancio 2021, Legge n. 178/2020, conferma le attese in termini di incentivi e sgravi per le nuove assunzioni e per le stabilizzazioni. Gli interventi sono graduati in relazione all’età, al genere ed alla sede di lavoro dei soggetti coinvolti. La Finanziaria ha nuovamente previsto una deroga al “Decreto Dignità”, per quanto riguarda i contratti a tempo determinato ed in somministrazione, sottolineando quindi la necessità di rivedere in maniera strutturale le limitazioni previste.

ESONERO CONTRIBUTIVO

La Legge di Stabilità prevede, per le nuove assunzioni di soggetti under 36 (35 anni e 364 giorni alla data dell’assunzione) a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato effettuate nel 2021 e nel 2022, un esonero contributivo nella misura del 100%, per un periodo massimo di 36 mesi, nel limite massimo di 6.000 euro annui. Per le assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, tale esonero è riconosciuto fino ad un massimo di 48 mesi. L’agevolazione contributiva in questione spetta ai datori di lavoro che non abbiano proceduto, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, né procedano, nei 9 mesi successivi alla stessa, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

OCCUPAZIONE FEMMINILE

Particolare attenzione è stata rivolta dal legislatore all’occupazione femminile. Per le assunzioni e trasformazioni con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato di donne effettuate nel 2021 e nel 2022, l’esonero già noto ai più viene riconosciuto nella misura del 100% dei complessivi contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro (ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche), per la durata di 12 mesi (elevabili a 18 in caso di assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato) e nel limite massimo di 6.000 euro annui. Le assunzioni devono comportare un incremento occupazionale netto, calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti.

Per le assunzioni a tempo determinato della medesima categoria rimane applicabile la percentuale già previsto dalla Riforma Fornero ovvero il 50%. Si dovrà comunque attendere l’autorizzazione della Commissione Europea e la relativa circolare INPS per poter applicare realmente l’agevolazione.

La Legge di Bilancio, al fine di sostenere il rientro al lavoro delle lavoratrici madri e di favorire la conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia, incrementa il Fondo per le politiche della famiglia (per l’anno 2021) di 50 milioni di euro, da destinare al sostegno e alla valorizzazione delle misure organizzative adottate dalle imprese, per favorire il rientro al lavoro delle lavoratrici madri dopo il parto.

DECONTRIBUZIONE SUD

Di particolare rilevanza il passaggio relativo ad un esonero contributivo parziale in favore dei datori di lavoro del settore privato che operano nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (c.d. Decontribuzione Sud).

Lo sgravio è pari:

  • al 30% dei contributi previdenziali da versare fino al 31 dicembre 2025;
  • al 20% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2026 e 2027;
  • al 10% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2028 e 2029.

Per tale incentivo, inizialmente previsto solo per i tre mesi finali del 2020 (ottobre – dicembre) è già stato prolungato fino a giugno 2021; oltre tale periodo per poter applicare le percentuali sopra indicate occorrerà attendere autorizzazione da parte della Commissione Europea.

DEROGHE AL DECRETO DIGNITA’

Con la Legge di Bilancio, il Legislatore è intervenuto nel prevedere deroghe al Decreto Dignità: nell’ennesimo passaggio, inserito anche nella Finanziaria, sancisce i limiti del sopra citato Decreto Dignità e la necessità di un intervento mirato, sicuramente sul tema delle causali. Con il comma 279 si dispone la proroga fino al 31 marzo 2021 del termine fino al quale i contratti a tempo determinato ed in somministrazione possono essere rinnovati o prorogati – per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta – anche in assenza delle condizioni poste dall’articolo 19, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2015 e ss.mm: “causali”.

POLITICHE ATTIVE

Altro importante capitolo, ha evidenziato il Dott. Vincenzo Silvestri, Presidente della Fondazione Lavoro, è quello del finanziamento delle Politiche Attive dove vengono destinati 500 milioni di euro. “In verità –  ha sottolineato il Dott. Silvestri – il finanziamento è spezzato in due, una parte va a potenziare l’Assegno di ricollocazione che torna a essere destinato ai disoccupati, mentre l’altra parte va a finanziare un nuovo progetto, dove sembrano coinvolte le regioni e la cui reale definizione è demandata a un successivo decreto del Ministero del lavoro.”

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